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Da Astarte a Venere: il mio viaggio alla scoperta delle dee che domavano le onde

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il 17 giugno scorso ho avuto il grande piacere di condurre il diciannovesimo appuntamento della rassegna culturale «Approdi di Cultura», organizzata dall’Associazione Archeologica Mediterraneo Antico.

Nel corso del webinar, intitolato "Da Astarte a Venere: le dee che domavano le onde", ho guidato i partecipanti in un affascinante viaggio storico, mitologico e antropologico attraverso le rotte del Mediterraneo antico, esplorando il legame profondo tra la navigazione e il sacro femminile.


Le Signore delle Onde: tra mito, sacralità e navigazione

Al centro del nostro incontro vi è stata l'evoluzione delle divinità protettrici della navigazione: figure celesti e marittime che per secoli hanno guidato e rassicurato i marinai di fronte alle insidie del mare aperto. Insieme ai numerosi soci e appassionati collegati, abbiamo analizzato una linea di continuità culturale e spirituale che unisce sponde e popoli diversi del nostro mare. Il percorso è partito dalle radici orientali di Astarte, divinità fenicia legata alla fertilità e alla protezione dei naviganti, per poi seguire la diffusione del culto verso Occidente e analizzare l'affermazione della Tanit punica a Cartagine. Infine, ci siamo soffermati sul complesso sincretismo che ha dato vita alla Venere Ericina in Sicilia, una figura straordinaria capace di fondere elementi indigeni, fenicio-punici e greco-romani sotto l’egida di una forte connotazione marittima.


Il ruolo socio-economico dei porti antichi

L'incontro è stato anche un'ottima occasione per riflettere sul ruolo cruciale del sacro femminile nelle dinamiche sociali ed economiche dei porti antichi della Sicilia. I santuari costieri dedicati a queste "Signore delle Onde" non erano infatti solo luoghi di devozione, ma veri e propri nodi nevralgici del commercio e spazi di mediazione culturale, dove mercanti di ogni provenienza si incontravano e stringevano alleanze sotto lo sguardo garante della divinità. In particolare è stato approfondito il sito di Erice, nella provincia di Trapani.

L'entusiasmo, le domande e il confronto ravvisati durante il dibattito sono stati per me un grandissimo stimolo: confermano quanto sia vivo l'interesse per la storia profonda e condivisa del nostro mare.


Un finale in versi: "La Signora delle Perle"

A coronamento di questa serata densa di storia e suggestioni, l'incontro è terminato con un momento di profonda intensità emotiva e artistica.

La prof. Rosaria Basile, socia di Mediterraneo Antico, ha voluto omaggiare l'evento decantando il proprio componimento intitolato "La Signora delle Perle":


Emblema dell’amore,

nume tutelare della femminilità pura,

dea amata dai marinai.


Afrodite,

perla tra le perle,

immagine della prosperità.


Il bianco accecante

del tuo peplo

si irradia tra i boschi di Erice

e guarda in lontananza il mare.


Le rocce si confondono con il cielo

e conchiglie votive

nascondono segreti indicibili.


I suoi versi hanno saputo evocare, con la forza della poesia, quell'atmosfera ancestrale e quel legame indissolubile tra Venere, la terra di Sicilia e il mare che avevamo appena tracciato sul piano storico e antropologico.

L'entusiasmo, le domande e il confronto ravvisati durante il dibattito sono stati per me un grandissimo stimolo: confermano quanto sia vivo l'interesse per la storia profonda e condivisa del nostro mare.


Desidero ringraziare sentitamente Alessandro Abrignani e tutti i soci di Mediterraneo Antico per l'invito e per l'eccellente organizzazione e gestione tecnica dell'evento.

La serata ha segnato solo una tappa di un percorso comune: siamo infatti già al lavoro su nuove idee e future collaborazioni scientifiche ed editoriali.



Marilena Gennuso

(Archeologa, museografa)


 Venere Ericina (Polo museale A. Cordici, Erice)
 Venere Ericina (Polo museale A. Cordici, Erice)
"La signora delle perle", opera dell'artista Andrea Stucchi
"La signora delle perle", opera dell'artista Andrea Stucchi


 
 
 

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