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Il sito romano di Forum Traiani e la venerazione del martire Lussorio


Fordongianus è un paese di 800 abitanti in provincia di Oristano, sulle sponde del fiume Tirso. Antico centro della Sardegna, importante dal punto di vista viario, militare e religioso, è possibile ricostuirne lo sviluppo anche attraverso il cambiamento del nome.


Ricordato dalle fonti come Aquae Ypsitane, vede la sua nascita in funzione dello sfruttamento delle acque termali di Caddas, che sgorgano naturalmente a una temperatura di circa 54 gradi. Esistente già in epoca tardo repubblicana, lungo la via che dalla colonia di Turris Libisonis arrivava fino a Othoca e nel punto di diramazione verso le zone più interne, fu sede dello stanziamento della cohors I Corsorum. L’imperatore Traiano (53-117 d.C.) eleva il centro al rango di forum, che da quel momento viene chiamato Forum Traiani. Il termine rimanda alla natura di luogo di scambio del centro sardo, situato al confine tra la parte sotto lo stretto controllo romano e le civitates Barbariae dell’interno.


Significativi resti di età romana vennero riportati alla luce dalla fine dell’Ottocento a Nord dell’abitato moderno. Ancora parzialmente conservato in elevato, il primo impianto termale viene datato al II secolo d.C., ai tempi di Traiano, e si caratterizza per una grande natatio rettangolare, originariamente coperta e dotata di due porticati sui due lati lunghi. Varie epigrafi votive riutilizzate, in antico, nei restauri dei gradini della grande piscina testimoniano un lungo utilizzo della stessa.



Cosiddette Terme I (foto di Gianni Alvito)

La valenza curativa delle acque termali si esplicita nel culto delle Ninfe, divinità delle acque, e di Esculapio, divinità salutifera, nel Ninfeo individuato accanto alla natatio. Ben otto dediche, fatte eseguire da personaggi di rilievo della comunità isolana, testimoniano l’importanza di Fordongianus come centro curativo. A pochi metri di distanza, dei modesti bagni termali costruiti alla fine dell’Ottocento ancora vengono utilizzati dai sardi di tutta l’isola, mentre, sull’altra sponda del fiume, si trova il più grande impianto termale della Sardegna, un moderno centro benessere con camere per poter soggiornare.


Nel III secolo d.C., in epoca severiana, quando Forum Traiani diventa Civitas Forotraianensium, si decise di realizzare un secondo impianto termale. In collegamento col precedente, era alimentato da acque riscaldate artificialmente, garantite da cisterne e dai due acquedotti. Un cortile di accesso e un grande spazio scoperto, identificato come palestra, concludono il grande complesso. A Sud-Est delle Terme, un edificio di incerta funzione offre le uniche pareti affrescate del sito: i motivi decorativi, databili al III secolo d.C., presentano, entro partizioni bordate, candelabri stilizzati, animali fantastici e non, e fasce a imitazione di rivestimenti marmorei. Una monumentale piazza lastricata, dotata di scalinate, sembra poter indicare la presenza del foro ai limiti di questa grande zona archeologica.


Sempre a una fondazione traianea e a una ristrutturazione severiana si può riferire l’anfiteatro alla periferia del paese, uno dei pochi rinvenuti in Sardegna.


Con il dominio bizantino, Forum Traiani cambia nuovamente nome e diventa Crisopolis, la “città aurea”, in concomitanza con la decisione da parte dell’imperatore Giustiniano, nel 534 d.C., di stabilire qui la sede dell’amministrazione militare dell’isola e probabilmente, come suggerisce il nome, le casse auree.


Le testimonianze archeologiche più significative del periodo tardoantico si riferiscono al culto del martire Lussorio, ancora molto venerato ai giorni nostri. Luxorius, decapitato il 21 agosto del 304, sotto Diocleziano, per non aver rinnegato il Cristianesimo, venne seppellito nella necropoli a circa 2 km dall’odierno abitato. Oltre alle vicende legate al suo martirio tramandate dalla sua Passio redatta nel XII secolo, il luogo del suo seppellimento è indicato da una epigrafe datata al VI secolo e murata nella chiesa a lui dedicata.



Chiesa di San Lussorio (foto di Gianni Careddu)

L’aspetto attuale dell’edificio chiesastico rimanda alla costruzione romanica operata dai monaci di San Vittore di Marsiglia nel XII secolo e alle successive modifiche in stile gotico-aragonese nel XV secolo. L’antica memoria paleocristiana sopravvive al di sotto della fondazione medievale e comprende ambulacri e corridoi che accolgono varie sepolture, decorati con mosaici e affreschi.


I festeggiamenti annuali in onore del martire vengono accompagnati dalla novena, una processione e una sfilata in abiti tradizionali, canti, balli e una gara poetica.


Accanto al polo religioso sviluppatosi all’esterno del centro abitato, almeno dal 484 è presente a Fordongianus una sede vescovile, individuabile nell’area dell’attuale parrocchiale di S. Pietro che ha restituito, durante gli scavi, diverse sepolture paleocristiane.



Elena CONGIU

Università degli Studi di Torino




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