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Milano, tra passato e futuro

La storia di una delle più grandi città d’Italia inizia con un piccolo villaggio fondato dai Galli Insubri, attorno al 590 a.C. nel cuore della Pianura Padana: Medhelan, era il nome attribuitole dai suoi primi coloni.


La Mediolanum romana


Medhelan, divenuta poi Mediolanum nel corso del III sec. a.C., a seguito della conquista romana e infine Milano in epoca recente, ha da sempre ricoperto un ruolo strategico per il controllo del Nord Italia e un ruolo centrale per i commerci tra l’Italia centro meridionale e il resto d’Europa.  


Evidenza del ruolo egemone che Milano assunse nella Tarda Antichità fu la sua elezione a capitale dell’Impero Romano d’Occidente durante il III sec. d.C., titolo che mantenne finché Onorio III, per resistere meglio alle incursioni barbariche, ne spostò la sede a Ravenna, nel corso del V secolo. Nel 313, a Milano, fu promulgato da Costantino e Licinio il famoso “Editto di Milano”, che permetteva ai cristiani la libertà di culto: questo diede il via alla costruzione di numerose basiliche in tutta l’area della città, sia dentro che fuori le mura.



Il vescovo di Milano: Sant'Ambrogio


Aurelio Ambrogio nacque a Treviri, in Germania, attorno al 340 d.C. . Seguì le orme del padre nella carriera amministrativa e dopo essere stato per qualche anno avvocato a Sirmio, venne trasferito a Milano, presso la corte di Valentiniano I, dove si fece notare grazie alle sue capacità di pacificatore, tra le opposte fazioni di ariani e cattolici, i cui scontri in quel tempo dilaniavano la città.


Alla morte del vescovo ariano di Milano, Assunzio, attorno al 374, Ambrogio venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Si fece battezzare il 7 Dicembre del 374 e venne investito della carica di Vescovo di Milano, che egli mantenne fino alla sua morte, avvenuta nel 397 d.C.


Ambrogio fece molto per contrastare gli ariani presenti nel capoluogo lombardo nonchè per debellare la ultime propaggini di paganesimo romano. 



Le ossa dei santi


Sono stati condotti studi, nel 2018, sui resti dei tre santi conservati nella basilica e i risultati furono davvero interessanti: le analisi antropologiche hanno riportato che gli scheletri, conosciuti come San Gervasio e San Protasio, sono resti appartenenti a due fratelli, forse gemelli, e che sono morti di morte violenta, sorte simile a quella che viene tramandata dalla tradizione.


Sullo scheletro attribuito a Sant’Ambrogio è stata rinvenuta una frattura della clavicola che ha portato l’individuo ad avere una leggera asimmetria al volto: anche questi dati paiono trovare delle somiglianze con quello che è il dato bibliografico della vita del santo. Da alcune lettere che il Vescovo avrebbe inviato alla sorella Marcellina sappiamo che si lamentava spesso di forti dolori alla spalla destra, che si era rotto in giovane età. 


Le basiliche


Le più antiche basiliche, di cui ne restano ancora alcune testimonianze sotto le attuali, furono quelle di Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come Basilica Vetus (che sorgeva dove oggi vi è il Duomo), la basilica di Santa Tecla (posta davanti a Santa Maria Maggiore, oggi parzialmente visitabile sotto piazza Duomo) e la basilica di San Lorenzo, che era la Basilica Palatina, di cui oggi sono famose le colonne e le cui tracce della costruzione paleocristiana sono ravvisabili nella pianta interna della chiesa, che non ha subito quasi nessuna modifica, al contrario dell’esterno che nei secoli, soprattutto in epoca Rinascimentale, ha subito numerosi rifacimenti. 



Colonne di San Lorenzo

Con l’arrivo di Ambrogio in città, e il suo successivo vescovado, il numero di basiliche crebbe sensibilmente: furono infatti fondate otto nuove basiliche, sia urbane che extraurbane, di cui quattro con certa attribuzione al volere del Santo (quella di Sant’Ambrogio in particolare venne costruita per suo volere con l’intento di conservarvici le proprie spoglie). 



Basilica di Sant'Ambrogio

Il futuro di Milano


Negli ultimi anni Milano sta riscoprendo le proprie radici e ricostruendo la propria storia: i numerosi lavori per l’ampliamento della linea metropolitana o per il rifacimento dell’aeroporto hanno riportato alla luce diversi monumenti e frammenti della storia di questa città. Mausolei, sepolture, anfiteatri e ceramiche rinvenute in diverse parti della metropoli hanno permesso di indagare meglio la Milano gallica, romana e tardo antica: per il futuro sono stati proposti numerosi progetti di valorizzazione di tali rinvenimenti, proseguendo una filosofia che ha già trovato ampio appoggio nella città lombarda, dove in un singolo spazio convivono passato e presente.


Così le teche all’aeroporto di Malpensa, contenti reperti della cultura di Golasecca rinvenuti negli scavi per l’ampliamento dello stesso, accolgono i viaggiatori appena scesi dall’aereo; i meravigliosi resti della strada romana e i pavimenti della basilica di Santa Tecla osservano la frenetica vita dei passeggeri che passano da una linea metropolitana all’altra in piazza Duomo mentre le colonne della Basilica di San Lorenzo ancora ricordano la maestosità dell’antica costruzione a tutti coloro che vi passano davanti, frequentando i locali della movida. Ed è proprio in questo dialogo costante tra passato e presente che risiede la forza di Milano: un’antica città, legata strettamente alle sue radici e ai suoi protagonisti ma padrona del suo presente e proiettata verso il futuro. 



Ester Francesca VAGA

Università degli studi di Milano



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